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ERZSEBET BATHORY, Lady Dracula

Written by Melania Colagiorgio

Fin dall’antichità le donne hanno sempre cercato di migliorare il proprio aspetto, truccandosi, spalmandosi sul viso creme e lozioni, ingurgitando illusorie pozioni, sperando nell’eterna giovinezza e nella bellezza perfetta. Erzsébet Bathory riuscì dove altre fallirono, trovando la quintessenza della magnificenza … nel sangue.

La Bathory nasce nel 1560, discendente da famiglia nobile (e crudele), vanagloriosa e potente sin dai primi passi. La sua rinomata malvagità la rende ancora più temibile. Vive in Transilvania in un’epoca in cui i potenti possono fare dei propri servi ciò che più li stuzzica, dato che la legge glielo consente. La donna ha una vita “vivace” fin dall’infanzia, epilettica bipolare e iraconda, è testimone di alcuni episodi che sicuramente la traumatizzano. Assiste alla condanna a morte di un prigioniero, cucito nella pancia di un cavallo morto, sgrana gli occhi di fronte alla severa punizione che suo zio infiesce a due servitori. Una famiglia un po’ colorita quella di Erzsébet: un fratello maniaco sessuale inarrestabile (nessuna donna o bambina può dirsi al sicuro con lui nei paraggi), una zia incarcerata per stregoneria oltre che omosessualità , uno zio alchimista e adoratore del demonio e, come a coronamento di tutto, una balia dedita alla magia nera (si narra far uso di sangue e ossa di bambini per i suoi incantesimi). Un ambiente che si può legittimamente sospettare influenzi (in negativo) la sensibilità di Erzsébet.

Una volta adulta costruisce una propria famiglia e innalza la propria spietatezza, quasi non riuscendo a trovar pace. Dedita alla magia nera principalmente per combattere la paura di invecchiare, si sente collerica specialmente con le sue giovani servette. Il marito è ancora più violento di lei, tanto che alcuni storici affermano che, sebbene il matrimonio aveva valenza di pura convenienza, la scintilla d’amore tra i due scocca quando lui osserva le crudeli capacità della moglie. Entrambi rabbiosi con la servitù, dispensano loro le più tremende punizioni. Ricordiamo il metodo punitivo preferito dalla donna: cospargere i servi di miele e lasciarli legati a un muro, mentre vengono attaccati dalle api. Altre nefandezze prevedono lo gettare acqua gelata sulle ragazze (preventivamente denudate) per poi lasciarle al gelo fino alla morte, oppure chiuderle in una gabbia troppo piccola per sedersi o stare in piedi, per poi iniziare a scuoterle sino alla rottura delle ossa.

Una sera una giovane servetta, pettinando Erzsébet, commette l’errore di tirarle i capelli. La donna schiaffeggia la serva facendole uscire sangue dal naso. Il sangue della giovane sporca la pelle della donna che si accorge che, lì dove risiede la macchia, la cute sembra più luminosa e liscia. Siamo verso la fine del ‘500, primi anni del ‘600, da quel momento in poi la vita della Contessa vira verso la ricerca del sangue di giovani fanciulle. Erzsébet attira le ragazze con la promessa di un lavoro al castello per poi imprigionarle, picchiarle fino al rigonfiamento del corpo e solo dopo dissanguarle. Alle più sfortunate vengono cicatrizzate le ferite con il fuoco, allungando così le sofferenze per molti altri giorni. Spesso è la Contessa in persona a infliggere le torture più pesanti. Quando lei deve viaggiare, esige che una delle sue prigioniere sieda al suo fianco sulla carrozza, sopra un sedile di aghi, mentre, se costretta a letto da una malattia, deve prendere a sputi, morsi e pugni le serve che, in cambio, devono prendersi cura di lei.

Con il tempo pretende sempre più vittime e comincia a osare di più, inciampando ben presto in errori fatali. Apre una scuola di bon-ton per ragazze che la rifornisce di materiale umano fresco e di una buona copertura per i suoi misfatti. Ma le ragazze che spariscono all’interno del castello sono troppe per poter passare inosservate ed essendo di origine nobile, le famiglie non hanno alcuna remora a denunciarla. Da questo momento la vita di Erzsébet si mescola con la leggenda. Spinto da voci (e dai propri debiti personali con la Contessa), il re decide di inviare una spedizione al castello … trovando conferma a tutte le dicerie. All’ingresso sono accolti da 99 gatti che, secondo un rito magico, servono per proteggere il castello, poi vedono diverse ragazze, alcune morte dissanguate, altre amputate, con un tripudio di sangue lungo tutto il castello. Nelle prigioni trovano donne sottoposte alle più impensabili torture, seni tagliati, genitali bruciati, arti amputati e ferite suturate col fuoco. Nelle stanze da letto ai soldati si presenta la scena madre: un’orgia di sesso e sangue partecipata da diverse donne. La Contessa intanto fuggiva lontano, inutilmente. Presa diversi giorni dopo, viene rinchiusa nel suo stesso castello e sottoposta a processo, anche se trovare una giusta condanna non è semplice.

Erzsèbet Bathory è il serial killer più prolifico della storia. Sono stati ritrovati resti di quasi 300 vittime, ma dai suoi diari non si contano meno di 650 ragazze assassinate … ammesso che la Bathory le registrasse tutte. Non fu condannata a morte ma murata viva. Si lasciò morire di fame, rifiutando i pasti. Alcune testimonianze gelano il sangue:

  • Ficzko, il suo nano, non ricorda quante donne avesse ucciso, ma ricorda il numero delle ragazzine: 37. Cinque seppellite in una fossa, due in giardino, due in una chiesa, le altre chissà dove. Selezionate per lavorare al castello, in caso di rifiuto, la procedura prevedeva la forzatura fisica. La Contessa le faceva legare e le pugnalava con aghi e forbici. Il nano descrive ogni tortura.
  • Ilona Joo, la balia di Erzsébet, ammette di aver ucciso circa 50 ragazze, infilando degli attizzatoi incandescenti nella loro bocca e nel loro naso. La padrona, invece, preferiva infilare le dita nella bocca delle ragazze e tirare, fino allo strappo della pelle, oppure dare fuoco alle loro gambe dopo averle cosparse di olio, oppure ancora tagliare con delle cesoie la pelle fra le dita. Se una ragazza moriva prima di quando la Contessa desiderasse, i servitori maschi erano costretti a mangiarla.
  • Darko, un altro servitore di fiducia, confessa che la Báthory usava anche applicare alle vittime delle scarpe di ferro bollente. Alcune delle ragazze rapite venivano messe all’ingrasso, perché la Contessa era convinta che in questo modo il loro sangue sarebbe aumentato. C’erano anche le favorite di Erzsébet, costrette ai trattamenti peggiori: tagliarsi da sole le braccia, essere rinchiuse in una cassa piena di spunzoni e via dicendo

Le testimonianze continuano, una dopo l’altra, sempre più sconvolgenti e mostruose, soprattutto quelle raccontate dai superstiti, inevitabilmente segnati a vita. Tra leggenda e realtà, LadyDracula è stata fonte di emulazione per emulatori, groupies, musicisti heavy metal e produttori/registi cinematografici. Importante è, appunto, la produzione cinematografica dedicata alla Contessa, decisamente sterminata, di cui riprendiamo qui alcuni tra i titoli più significativi:

  • 1971 La vestale di Satana
  • 1973 Le vergini cavalcano la morte
  • 1974 La morte va a braccetto con le vergini e I racconti immorali di Borowczyk (contenente un episodio intitolato Erzsébet Báthory e dedicato ad una breve biografia della Contessa)
  • 2004 Eternal
  • 2007 Hostel: Part II (dove una certa “Sig.ra Bathory” tortura una ragazza tagliandole la schiena, la gola e facendosi bagnare dal suo sangue)
  • 2008 Bathory
  • 2009 The Countess (tratto dal romanzo La Contessa nera di Rebecca Johns)

Bathory, non solo devono il nome alla Contessa, ma le dedicarono anche una canzone (“Woman of Dark Desires”), i Venom composero “Countess Bathory”, i Cradle of Filth diverse citazioni e così diversi altri gruppi da ogni parte del mondo. Non da meno la produzione letteraria, di cui ricordiamo:

  • 1965 La Contessa sanguinaria (poema in prosa che descrive le atrocità compiute da Elizabeth Bathory)
  • 2009 Undead – Gli immortali (dove la Contessa è la principale antagonista e vuole vendicare la morte di Dracula, ucciso da Van Helsing)
  • 2010 La Contessa nera
  • 2011 Dannazione (dove viene spesso nominata la Bathory quale condannata alle pene infernali)

Posted in Storia&Leggenda by Melania Colagiorgio on agosto 29th, 2013 at %H:%M.

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