I FANTASTICI 4: GLI INIZI – Matt Shakman
Inquadrare il primo film che inaugura la fase sei del MCU senza considerare il contesto editoriale significherebbe sminuire la portata dell’opera e le sue potenzialità.

You are currently browsing the Azione category.
Inquadrare il primo film che inaugura la fase sei del MCU senza considerare il contesto editoriale significherebbe sminuire la portata dell’opera e le sue potenzialità.
Pensate al Superman di James Gunn come a un Big Bang narrativo: un’esplosione iniziale da cui stanno prendendo vita pianeti, universi e galassie di un nuovo mondo cinematografico. È normale — anzi, vitale — che ci sia confusione, disordine, persino un senso di spaesamento. Ma tutto questo ha un significato, e nel finale il film riesce a raccogliere le fila di una storia che inizialmente sembra sconclusionata.
“Qualora lei decidesse di accettare la missione e venisse scoperto, il governo negherà di averla mai conosciuta. Questo messaggio si autodistruggerà tra tre secondi.” Forse è veramente l’ultima volta che potremmo ascoltare questa frase, che ci accompagna da quasi trent’anni, partendo dal primo film del 1996 diretto da Brian De Palma e che Tom Cruise (Ethan Hunt) ha utilizzato per rilanciare la sua carriera, che sembrava avviarsi sul crinale del tramonto.
Civil war rinuncia ad un intreccio troppo articolato o a fornire particolari circa l’origine della guerra civile che si scatena negli stati uniti in un futuro (non troppo) prossimo, tra secessionisti e non, per far penetrare lo spettatore nel reportage più puro, seppur irto di contraddizioni.
L’elaborazione del lutto potrebbe essere il tema principale di quest’ennesimo adattamento di Batman. La storia per sommi capi la conosciamo tutti, ma Matt Reeves ne propone una particolare, oscura, dalle connotazioni decise, angosciose che ci fanno precipitare insieme a Bruce Wayne nella sua Bat-Caverna costellata di dubbi atroci, paure e dove in fondo al tunnel non si intravede una luce salvifica ma solo un unico, irrevocabile messaggio: “Vendetta”.
E’ meglio sedare subito il campo da ogni dubbio, la trama di questo adattamento cinematografico di Cyrano non è stata toccata, almeno non nei punti salienti, per cui i puristi dell’opera di Edmond Rostand potranno stare tranquilli. Ovviamente sono i dettagli che fanno di quest’opera un’ opera moderna e sempre attuale.
Per il traghettatore Frank (Dwayne Johnson) la vita scorre abbastanza tranquilla in Amazzonia, condita da parecchie bugie raccontate a fin di bene magari per spillare qualche soldo a qualche turista e al proprietario di qualche locanda.
Arriva sempre il momento in cui il passato torna ad esigere il suo tributo e molte domande dopo Endgame sono rimaste insolute. Sembra tutto un gioco perverso, una tagliente ironia quella del destino che subito dopo la fine della fase tre della Marvel, ci ha fatto vivere una pandemia mondiale dalla quale stiamo ancora faticosamente uscendo lottando con le unghie e con i denti.
Dopo i fatti avvenuti in Avengers: Endgame la vita pare aver ripreso il suo corso naturale sulla Terra e Peter Parker deve dare tante risposte a molti interrogativi. I dubbi, per un ragazzo della sua età, sono già tanti, figuriamoci se poi parliamo di un super eroe che ha salvato la Terra dalla distruzione.
Siamo alla resa dei conti. Tutto quello che è iniziato con il film Iron man ha portato gradualmente a questo e, dispiace per chi c’ha provato, lo scettro di saga del terzo millennio raggiunge le salde mani di casa Marvel (Disney) Studios, il colosso che ha dettato standard e regole nel cinema fantastico, cinecomics e per il mondo dei super eroi in generale, creando il film definitivo e il super eroe / super nemico definitivo: Thanos.