Through the Black Hole » DEATH NOTE – Tsugumi Ohba (storia), Takeshi Obata (disegni)

DEATH NOTE – Tsugumi Ohba (storia), Takeshi Obata (disegni)

Written by Simona Lotti

Cosa è (o meglio, chi è) uno Shinigami? Letteralmente significa “Dio della morte” ed è la personificazione del “mietitore di anime”. E cosa succede quando uno di questi dei, come Ryuk, si annoia mostruosamente? Il triste Ryuk decide di distrarsi facendo un giretto nel mondo degli umani, perdendo (volontariamente) il Death Note. Light (Yagami Raito) è un essere umano, studente di eccellente qualità altrettanto annoiato dal mondo in cui vive, pieno di corruzione, crimine ed odio. Ma presto la sua vita ha una svolta.

Un giorno, camminando nel cortile della sua scuola, trova per terra un singolare quaderno di colore nero, al cui interno sono scritte delle frasi che sembrano regole:
- L’umano il cui nome sarà scritto su questo quaderno morirà
- Questo quaderno non avrà effetto a meno che chi scrive non abbia in mente il viso della persona mentre scrive il suo nome. Quindi, eventuali omonimi non verranno colpiti
- Se la causa della morte viene scritta entro 40 secondi dopo aver scritto il nome della persona, questa si verificherà
- Se la causa della morte non è specificata, la persona morirà semplicemente di arresto cardiaco
- Dopo aver scritto la causa della morte, i dettagli della morte dovranno essere scritti nei seguenti 6 minuti e 40 secondi
- Tutti gli esseri umani muoiono, senza alcuna eccezione
- Dopo la loro morte, il luogo in cui andranno è il Mu (Nulla)

 

Ovviamente, pensando a un macabro scherzo, Light prova a scrivere il nome di due criminali … per poi scoprirne la morte. La diffidenza scompare e fa la conoscenza di Ryuk, comprendendo pienamente il potenziale distruttivo che ha tra le mani. In Light cresce il senso di onnipotenza: il mondo verrà ripulito dalla feccia e nascerà la civiltà utopica che ha sempre voluto. Ryuk diventa il suo fedele compagno e osserva le ambizioni di Light mentre si gusta una succosa mela rossa. Però non tutto procede al meglio: il numero sempre crescente di deceduti insospettisce l’interpol, in particolar modo un detective di nome L. Lawlett è uno degli più importanti indagatori al mondo e nessuno conosce il suo vero nome o il suo vero volto. Pian piano si rivela come cupo ragazzo dalle strane usanze (per esempio se si siede normalmente, le sue capacità intellettive diminuiscono del 40% per cui è sempre rannicchiato). Ben presto iniziano gli scontri tra L e Light, e si raggiunge il climax quando i media soprannominano il serial killer “Kira” e la questione diventa di dominio pubblico.

Il primo geniale colpo di scena avviene con la comparsa di Misa Amane. Misa è una ragazza (in stile gothic lolita) a cui hanno assassinato i genitori e per questo si dichiara dalla parte di Kira. Lo Shinigami Rem le dona il Death Note di Jealous (un altro shinigami innamorato di lei e per questo deceduto) e Misa decide di diventare Kira, uccidendo a sua volta e dandone dimostrazione tramite un messaggio alla Sakura tv di Tokyo. Si incontreranno i due Kira? Misa effettua lo scambio degli occhi con lo Shinigami, ottenendo, in cambio di metà della sua vita, la possibilità di vedere il nome e quanto tempo resta da vivere alle persone. Grazie a questo potere riesce a scoprire l’identità di Kira: i possessori del Death Note non hanno data di morte. Misa si innamora di Light e iniziano a “giocare” insieme con i quaderni. Ma L scopre che esistono due Kira e che uno di essi è proprio Misa.

L riesce ad avvicinarsi sempre di più alla vera identità del primo Kira e il plot si dipana seguendo un’accurata partita a scacchi. I due protagonisti si incontrano e scontrano e, pur di smascherare Light, L decide perfino di ammanettarsi a lui per un certo periodo. La sfida tra i due giovani procede fino all’episodio 25, in cui si ha l’inaspettata vittoria di Light. Il tempo scorre, Light diventa capo del quartier generale e convive con Misa. Due candidati successori di L fanno la loro comparsa: Near e Mello. Il primo è un giovane dalle grandi abilità intellettive. Il secondo ha un forte complesso d’inferiorità verso Near ed in verità è visto come un criminale. La nuova guerra ha inizio.

Il finale di questo anime non gode di un canonico happy ending. Il delinearsi dei caratteri dei personaggi è talmente arzigogolato da non tracciare una chiara linea per delineare un buono e un cattivo. Light non è il tipico protagonista simpatico e altruista; è cupo, freddo calcolatore e sfruttatore di occasioni. Esattamente come il suo avversario L.  Col proseguire degli episodi si viene risucchiati dalla curiosità, correndo lungo una linea di suspense intellettuale. Nasce il bisogno di conoscere la mossa successiva, entrando sempre più in un mondo surreale. Le scene di azione non sono molte e i dialoghi risultano lunghi e impegnativi; molto radi (se non nulli) gli attimi di comicità, più che altro centrati su Ryuk … ma anche qui il suo vero cinico volto si vedrà negli ultimi istanti dell’episodio finale.

La storia si rivela originale e la grafica è di alto livello, inoltre la colonna sonora è di grande supporto alla tensione e le sigle (opening o ending) del gruppo metalcore Maximum the Hormone sono assolutamente azzeccate. Sakujo.

Giappone 2006

Posted in Animazione and Cinema and Film and Orientali by Simona Lotti on febbraio 9th, 2012 at %H:%M.

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