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	<title>Through the Black Hole &#187; Drammatico</title>
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	<description>Cinema, musica, letteratura,arte indipendente</description>
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		<title>SEPTEMBER 5: LA DIRETTA CHE CAMBIO&#8217; LA STORIA &#8211; Tim Fehlbaum</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 10:33:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Corridore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Tim Fehlbaum]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 5 settembre 1972, a Monaco di Baviera, nell’allora Germania Ovest, si tenne una delle più importanti edizioni delle Olimpiadi, che rimarrà nella storia soprattutto per due motivi: per essere stata teatro di un attentato di stampo terroristico epocale, ma soprattutto perché la redazione sportiva della ABC, che avrebbe dovuto seguire e commentare tutte le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.throughtheblackhole.com/september-5-la-diretta-che-cambio-la-storia-tim-fehlbaum/september-5/" rel="attachment wp-att-23985"><img class="aligncenter size-medium wp-image-23985" title="september-5" src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2025/02/September-5-168x250.jpg" alt="september-5" width="168" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il 5 settembre 1972, a Monaco di Baviera, nell’allora Germania Ovest, si tenne una delle più importanti edizioni delle Olimpiadi, che rimarrà nella storia soprattutto per due motivi: per essere stata teatro di un attentato di stampo terroristico epocale, ma soprattutto perché la redazione sportiva della ABC, che avrebbe dovuto seguire e commentare tutte le manifestazioni sportive con le relative dirette, di colpo si ritrovò immersa nella storia!</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-23984"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Un giornalista è sempre un giornalista e, sia che si tratti di sport, sia che si tratti di cronaca, ha il compito di raccontare i fatti e di documentarli.</p>
<p style="text-align: justify;">September 5 è proprio quel genere di film, che ricostruisce fedelmente i fatti avvenuti in quei giorni senza giudizi e senza moralismi inutili, lasciando allo spettatore il compito di farsi una propria opinione.</p>
<p style="text-align: justify;">I fatti sono questi: l’organizzazione terroristica palestinese denominata Settembre Nero da mesi stava pianificando questo attentato, studiando gli alloggi degli atleti provenienti da tutto il mondo e, soprattutto, quello degli israeliani.</p>
<p style="text-align: justify;">Le motivazioni all’origine dell’attentato sono presto dette: i palestinesi avrebbero voluto una rappresentanza all’interno delle Olimpiadi di quell’anno, rappresentanza che fu loro negata, per cui questa organizzazione criminale decise che era il caso di sabotare e distruggere l’intera cerimonia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il taglio che il regista Tim Fehlbaum ha deciso di dare alla sua opera è ovviamente di tipo giornalistico/documentaristico: infatti, la colonna sonora è pressoché assente, se si esclude la musica presente in scena; l’utilizzo preponderante della macchina a spalla, per dare maggiore dinamicità alle riprese; il montaggio molto serrato e asciutto, e, aggiungerei, anche la metratura del film (91’), insolita per gli standard attuali, contribuiscono a dare allo spettatore la sensazione di essere proprio lì, insieme alla redazione, mentre vive la cronaca di quei giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutta la ricostruzione è molto fedele a quella dell’epoca, a cominciare dall’attrezzatura utilizzata, che per il periodo era comunque superiore a tutti gli standard dell’epoca. Ma non è solo questa ricerca maniacale a rendere questo film un vero e proprio gioiellino nel suo genere: è la credibilità degli attori, capaci di catturare l’attenzione dello spettatore rendendolo partecipe delle strategie della troupe, sempre ricordando che si sta parlando di vite umane e non di qualcosa di leggero, seppur importante, come un evento sportivo.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa importante, per film come questo, è la comprensione dei fatti anche da parte di chi non conosce bene la storia o non è ben documentato, e devo dire che anche in questo Fehlbaum ha centrato pienamente l’obiettivo: la sua narrazione è cristallina, senza mai cedimenti o momenti morti, e anche la tensione è costante.</p>
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		<title>DIVA FUTURA &#8211; Giulia Steigerwalt</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Feb 2025 15:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Corridore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Diva futura]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Steigerwalt]]></category>

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		<description><![CDATA[All’inizio dei favolosi anni ’80 nacque a Roma un’agenzia per promuovere attrici e attori porno. Il suo fondatore si chiamava Riccardo Schicchi e l’agenzia in questione era la mitica Diva Futura. Riccardo era principalmente un fotografo, un uomo che amava le donne, le adorava, le esaltava con delicatezza e rispetto, impreziosendo il tutto con quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.throughtheblackhole.com/diva-futura-giulia-steigerwalt/diva-futura/" rel="attachment wp-att-23980"><img class="size-medium wp-image-23980 aligncenter" title="Diva Futura" src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2025/02/Diva-Futura-175x250.jpg" alt="Diva Futura" width="175" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">All’inizio dei favolosi anni ’80 nacque a Roma un’agenzia per promuovere attrici e attori porno. Il suo fondatore si chiamava Riccardo Schicchi e l’agenzia in questione era la mitica <strong>Diva Futura</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-23979"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Riccardo era principalmente un fotografo, un uomo che amava le donne, le adorava, le esaltava con delicatezza e rispetto, impreziosendo il tutto con quella sua ironia gentile che lo contraddistingueva, a dispetto del machismo molto in voga in quel periodo.</p>
<p style="text-align: justify;">Diva Futura, secondo il suo leader, non doveva essere soltanto un trampolino di lancio per il successo, ma anche un’ispirazione per il popolo, un movimento di liberazione dell’essere umano, soprattutto della donna. Vi erano ancora troppi tabù intorno al mondo del sesso e Riccardo, con le sue azioni provocatorie, cercò di scardinarli.</p>
<p style="text-align: justify;">All’interno di questo <strong>big bang ormonale</strong>, che era Diva Futura, lavorava una donna, una segretaria che forse, all’epoca, ancora non comprendeva appieno il <strong>pensiero di Schicchi</strong>. Riccardo la chiamava ossessivamente “signorina”: il suo nome era Debora Attanasio. Lei cercava solo un impiego per far quadrare i conti e pagare il mutuo a fine mese, ma si ritrovò a ricoprire molteplici ruoli, diventando di fatto l’assistente personale di Riccardo Schicchi e seguendolo ovunque.</p>
<p style="text-align: justify;">Il film <strong>Diva Futura</strong>, presentato all’81ª Mostra del Cinema di Venezia, è il secondo lungometraggio di <strong>Giulia Louise Steigerwalt</strong>, qui anche in veste di sceneggiatrice insieme alla Attanasio, dal cui libro è tratto. Diva Futura ha rappresentato molte cose in quegli anni. Se pensiamo a figure come <strong>Ilona “Cicciolina” Staller, Moana Pozzi ed Eva Henger</strong>, tutte e tre hanno incarnato un determinato periodo storico e un pensiero socioculturale. Ma, soprattutto, sono state muse di Riccardo Schicchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Cicciolina è stata la prima pornoattrice a entrare in Parlamento, incarnando perfettamente lo spirito del <strong>Craxismo</strong>. Moana, invece, è sempre stata a metà tra due mondi: complice e vittima della pornografia, in bilico tra la trasgressione e il desiderio di emanciparsi da un personaggio che, soprattutto negli ultimi anni della sua carriera e della sua vita, le pesava sempre di più. Infine, Eva Henger ha accompagnato Riccardo fino alla fine della sua carriera e della sua esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Un pensiero a parte va dedicato proprio a <strong>Diva Futura</strong>, che non era una persona, ma è come se lo fosse stata: aveva una sua vita propria, ha segnato un’epoca ben precisa, che alcuni, ormai non più giovani, rimpiangono (forse proprio perché non lo sono più). È tramontata con l’avvento di Internet, dei social e delle piattaforme di contenuti per adulti. Non solo: Diva Futura era anche un locale in cui le attrici hard si esibivano, a due passi da <strong>Via Veneto</strong>, simbolo del lusso, della Dolce Vita e del jet set romano.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo contesto, era doveroso raccontare <strong>Diva Futura</strong> e il suo fondatore <strong>Riccardo Schicchi</strong> in un film. Ed è altrettanto giusto che a farlo siano due donne, proprio perché possiedono quella delicatezza e quello sguardo sul mondo che Riccardo amava tanto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il film ha una durata importante (<strong>120 minuti</strong>), necessaria per seguire e contestualizzare al meglio i fatti. La narrazione procede con balzi avanti e indietro nel tempo, evitando una struttura cronologica lineare per mantenere un ritmo brillante e non annoiare lo spettatore. Tuttavia, nella seconda parte si concentra forse un po’ troppo sulla vita delle artiste citate, lasciando Riccardo in secondo piano. D’altro canto, va anche detto che il film si intitola <strong>Diva Futura</strong>. E Diva Futura erano, prima di tutto, loro: <strong>le dee dell’olimpo di Schicchi</strong>.</p>
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		<title>M &#8211; IL FIGLIO DEL SECOLO &#8211; Joe Wright</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jan 2025 15:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Corridore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commedia]]></category>
		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Joe Wright]]></category>
		<category><![CDATA[M - IL FIGLIO DEL SECOLO]]></category>

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		<description><![CDATA[La serie &#8220;M&#8221;, che ripercorre l&#8217;ascesa e la presa del potere di Benito Mussolini fino all’efferato omicidio Matteotti, è sostanzialmente suddivisa in due parti. Una prima parte più muscolare, con un taglio moderno quasi alla stregua di un videoclip musicale, dove il protagonista, incarnato da Luca Marinelli, non si fa problemi a invadere la quarta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.throughtheblackhole.com/m-il-figlio-del-secolo-joe-wright/m-il-figlio-del-secolo/" rel="attachment wp-att-23947"><img class="aligncenter size-medium wp-image-23947" title="m-il-figlio-del-secolo" src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2025/01/M-il-figlio-del-secolo-161x250.jpg" alt="m-il-figlio-del-secolo" width="161" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La serie &#8220;M&#8221;, che ripercorre l&#8217;ascesa e la presa del potere di Benito Mussolini fino all’efferato omicidio Matteotti, è sostanzialmente suddivisa in due parti. Una prima parte più muscolare, con un taglio moderno quasi alla stregua di un videoclip musicale, dove il protagonista, incarnato da Luca Marinelli, non si fa problemi a invadere la quarta parete, rivolgendosi ripetutamente al suo pubblico e utilizzando riferimenti odierni (come il suo “Make Italy great again!”).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-23946"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La seconda parte è più intimista, dove invece troviamo un Mussolini afflitto da mille sensi di colpa, depresso e tormentato dal volto della vedova di Matteotti, attribuendosi sostanzialmente la responsabilità dell’omicidio di quest’ultimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse queste due parti così distinte e contrapposte tra loro rappresentano lo yin e lo yang di questa serie, le due forze opposte che, sebbene così diverse, si equivalgono e si annullano. Sgombriamo il campo da ogni dubbio: Marinelli non somiglia a Mussolini neanche lontanamente, ma la sua presenza in questa serie è giustificata dal taglio e dal tono di quest’ultima, che utilizza l’espediente narrativo della farsa e del grottesco.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, sono tutti gli altri personaggi a essere molto fedeli agli originali. Infatti, un plauso va fatto a tutto il cast di attori, che sorreggono l’impianto narrativo di Joe Wright. Lui, al contrario, rappresenta una maschera, come quella di un supereroe (per qualcuno) o di una super nemesi. Infatti, l’intento del regista è proprio quello di mettere in guardia il pubblico senza patetici atteggiamenti paternalistici, dimostrando che chiunque, in grado di infilarsi nel vuoto lasciato dalle istituzioni, può diventare Benito Mussolini.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.throughtheblackhole.com/m-il-figlio-del-secolo-joe-wright/m-il-figlio-del-secolo-2/" rel="attachment wp-att-23948"><img class="aligncenter  wp-image-23948" title="m-il-figlio-del-secolo" src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2025/01/m-il-figlio-del-secolo-1024x640.jpg" alt="m-il-figlio-del-secolo" width="430" height="269" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nella prima parte, dicevamo, vediamo un Mussolini falso, bugiardo, codardo rispetto a sé stesso e al suo prossimo, eppure con quell’istinto ben affilato che gli permette di capire cosa volesse il popolo e come ottenerlo. Il popolo chiede l’intervento dell’uomo forte al comando quando è presente un vuoto lasciato dalla politica, quando lo Stato è assente o, meglio ancora, quando esso non si assume le proprie responsabilità, rinunciando a governare, soprattutto quando questo comporta prendere decisioni impopolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Dicevamo della somiglianza mancata di Marinelli con l’originale, ma l’attore è riuscito a intercettare talmente bene la psicologia e il piglio del personaggio interpretato che fa dimenticare fin da subito il fatto di non essere simile fisicamente. D’altro canto, la serie stessa è un’opera completamente diversa rispetto al romanzo di Scurati da cui è ispirata e supervisionata, ma dalla quale giustamente si discosta stilisticamente.</p>
<p style="text-align: justify;">È sempre un bene che ci siano opere come queste che, anche alla luce di nuovi documenti storici, esplorino le molteplici sfaccettature di personaggi come Mussolini, perché è importante parlarne e interrogarsi sulle ragioni del loro successo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente l’opera di Wright saprà incuriosire lo spettatore, che magari prenderà spunto per approfondire i fatti, che riguardano tutti noi da vicino, ma soprattutto il personaggio.</p>
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		<title>ASSOLO – Laura Morante</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2016 07:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Zanovello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commedia]]></category>
		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[ASSOLO Laura Morante]]></category>
		<category><![CDATA[ASSOLO recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Carolina Crescentini]]></category>
		<category><![CDATA[commedia drammatica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuela Grimalda]]></category>
		<category><![CDATA[film italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Pannofino]]></category>
		<category><![CDATA[Gigio Alberti]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Morante]]></category>

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		<description><![CDATA[Flavia (Laura Morante) è una bella signora single, con due figli e due matrimoni malandati alle spalle. Un po’ troppo sola, Flavia cerca nella sua psicanalista e nelle altre figure femminili che la circondano qualche spunto per risalire la china, conoscere pezzettini di sé e ripartire dalla sua incerta autostima. Flavia prova a vincere qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.throughtheblackhole.com/assolo-laura-morante/assolo/" rel="attachment wp-att-20707"><img class="size-medium wp-image-20707 aligncenter" title="Assolo" src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2016/01/Assolo-175x250.jpg" alt="Assolo" width="175" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Flavia (<strong>Laura Morante</strong>) è una bella signora single, con due figli e due matrimoni malandati alle spalle. Un po’ troppo sola, Flavia cerca nella sua psicanalista e nelle altre figure femminili che la circondano qualche spunto per risalire la china, conoscere pezzettini di sé e ripartire dalla sua incerta autostima.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-20702"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Flavia prova a vincere qualche fantasma, dalla patente (che non è mai riuscita ad ottenere) all’autoerotismo (che non è mai riuscita a praticare), ma il suo vuoto affettivo complica tutto e la spinge verso improbabili compensazioni, appuntamenti disastrosamente galanti e psicodrammi di ogni sorta.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda regia della Morante, dopo <strong><em>Ciliegine</em></strong> del 2012, raccoglie numerosi ottimi esponenti del cinema nostrano – da Pannofino alla Crescentini, da Gigio Alberti alla Finocchiaro – attorno alla spaesata protagonista (la stessa Morante). Il suo centro di gravità annaspa nella vita da cinquantenne senza amore. Nei dintorni si muovono amici, parenti e colleghi deleteri, la depressione è dietro l’angolo. <em><strong>Assolo</strong></em> sembra nascere come interessante riflessione psicoanalitica del modus vivendi in solitaria, ma si arena ben presto nella “gattamortitudine” della Morante e molti spunti non adeguatamente sviluppati. Il dramedy all’italiana è piatto e asfittico: come molti prodotti di casa nostra, affronta massimi sistemi superficialmente, provando ad unire il fattore amaro e quello ilare e perdendo entrambi per strada.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.throughtheblackhole.com/assolo-laura-morante/assolo-1/" rel="attachment wp-att-20708"><img class=" wp-image-20708 aligncenter" title="Assolo" src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2016/01/Assolo-1.jpg" alt="Assolo" width="451" height="268" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La Morante, come molti colleghi (vero, Pieraccioni?), punta ancora troppo su se stessa. E poi fa rotta verso le viscere dell’animo femminile, restituendo solo molta confusione e un po’ di morali condivisibili ma ovvie, tra cui quella che l’amore di un cane è meglio di quello di un uomo. I pochi solisti in grado di dare un’accelerata (Pannofino e il sempre epico Giallini) sono giocati male, volenterosi gregari di un racconto che – a proposito di psicanalisi – hai già rimosso la mattina dopo.</p>
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		<title>SOUTHPAW &#8211; Antoine Fuqua</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2015 10:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Corridore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione]]></category>
		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
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		<category><![CDATA[film pugilato]]></category>
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		<category><![CDATA[Naomie Harris]]></category>
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		<category><![CDATA[SOUTHPAW - Antoine Fuqua]]></category>
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		<description><![CDATA[Billy Hope (Jake Gyllenhaal) è un talento della boxe, una forza esplosiva senza controllo, pura dinamite che, se indirizzata addosso all&#8217;avversario giusto, può fruttare un mare di dollari. Lo sa bene il suo sporco manager, Jordan Mains (Curtis &#8220;50 cent&#8221; Jackson), che da anni ne cura gli affari personali, organizza gli incontri e lucra alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.throughtheblackhole.com/southpaw-antoine-fuqua/southpaw/" rel="attachment wp-att-19730"><img class="size-medium wp-image-19730 aligncenter" title="southpaw" src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2015/09/southpaw-168x250.jpg" alt="southpaw" width="168" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Billy Hope (<strong>Jake Gyllenhaal</strong>) è un talento della boxe, una forza esplosiva senza controllo, pura dinamite che, se indirizzata addosso all&#8217;avversario giusto, può fruttare un mare di dollari. Lo sa bene il suo sporco manager, Jordan Mains (<strong>Curtis &#8220;50 cent&#8221; Jackson</strong>), che da anni ne cura gli affari personali, organizza gli incontri e lucra alle sue spalle.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-19728"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Mains non è un cattivo, è semplicemente uno squallido mercenario senza più un&#8217;anima; per lui non importa chi sia la gallina dalle uova d&#8217;oro e quale sia il suo nome, gli importa solo il crescere degli zeri sul conto in banca. Le uniche persone che sembrano avere i piedi per terra nella vita di Hope sono la moglie Maureen (<strong>Rachel McAdams</strong>) e la piccola Leila (<strong>Oona Laurence</strong>), le sole che riescono a proteggere Hope dalla fame cieca di tutti gli avvoltoi che gravitano intorno al suo mondo dicendosi amiche ma che, in realtà, sono legate al pugile solo per denaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Hope ha una buona stella, il suo cognome in inglese vuol dire &#8220;speranza&#8221; che è l&#8217;ultima morire, anche se lui la mette ogni volta a dura prova a causa del suo caratteraccio da toro scatenato. Da anni Billy combatte solo grazie alla sua rabbia, a quella forza distruttiva che lo ha salvato quando era in orfanotrofio, che lo alimento ma al contempo scava dentro, rendendolo completamente cieco. Ed è talmente cieco da non capire che il suo modo di fare, non solo può causare danni a se stesso, ma anche alle persone care che lo circondano.</p>
<p style="text-align: justify;">La morte improvvisa della moglie, a causa del suo temperamento, lo riporta improvvisamente nei bassifondi, quando non era nessuno e in un colpo non solo perde tutto e tutti, inclusa l&#8217;unica cosa preziosa che gli è rimasta: la figlia Leila. Billy deve dimostrare al giudice di esser capace di comportarsi da padre responsabile e, a se stesso, di saper controllare la rabbia. Al suo fianco si adagia un vecchio allenatore, Tick Willis (<strong>Forest Whitaker</strong>), che gli insegna a canalizzare e centellinare la furia.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.throughtheblackhole.com/southpaw-antoine-fuqua/southpaw-1/" rel="attachment wp-att-19731"><img class=" wp-image-19731 aligncenter" title="southpaw" src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2015/09/southpaw-1.jpg" alt="southpaw" width="408" height="287" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tick gestisce una palestra nei bassifodi della città, dove si assapora la vita vera e si respira il disagio sociale a pieni polmoni. C&#8217;è chi viene per scaricare la tensione, chi per imparare a difendersi, chi perché non ha nessuno al mondo in grado di guidarlo e in quella palestra trova una casa, un padre, un maestro, un amico.</p>
<p style="text-align: justify;">Cast stellare per il film di <strong>Antoine Fuqua</strong>, con un <strong>Jake Gyllenhaal</strong> capace di trasformazioni formidabili, nel corpo così come nella mimica, e che, in occasione di <em><strong>Southpaw</strong></em>, si è preparato proprio come un pugile professionista. L&#8217;immersione nel personaggio da fisica diviene mentale, riesce a trasferire i pensieri e le relative azioni del pugile, in una strabiliante performance. <em><strong>Southpaw</strong></em> raccoglie molti rimandi a <em><strong>Rocky V</strong></em>, tranne per la vicenda drammatica della perdita della moglie di Billy ed il rapporto con la figlia, assorbendo lezioni dettate da ben altri classici (non scomodiamo <em><strong>Toro scatenato</strong></em> ma quasi) e unendole con echi di action movie. Appassionante per gli amanti del genere, ma non solo.</p>
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		<title>YOUTH &#8211; Paolo Sorrentino</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2015 21:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Corridore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Sorrentino]]></category>
		<category><![CDATA[ultimo film sorrentino]]></category>
		<category><![CDATA[youth]]></category>
		<category><![CDATA[youth recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso degli anni Paolo Sorrentino si è ritagliato un posto di tutto rispetto sia nel panorama cinematografico nazionale che in quello internazionale. La sua marcata componente autoriale si riscontra fin dalla primissima opera L&#8217;uomo in più (2001), accolto tiepidamente dalla massa che poi lo ha riscoperto grazie al successo de Le conseguenze dell&#8217;amore (2004), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.throughtheblackhole.com/youth-paolo-sorrentino/youth-la-giovinezza/" rel="attachment wp-att-19129"><img class="size-medium wp-image-19129 aligncenter" title="youth la giovinezza" src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2015/06/youth-la-giovinezza-179x250.jpg" alt="youth la giovinezza" width="179" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso degli anni <strong>Paolo Sorrentino</strong> si è ritagliato un posto di tutto rispetto sia nel panorama cinematografico nazionale che in quello internazionale. La sua marcata componente autoriale si riscontra fin dalla primissima opera <em><strong>L&#8217;uomo in più</strong></em> (2001), accolto tiepidamente dalla massa che poi lo ha riscoperto grazie al successo de <em><strong>Le conseguenze dell&#8217;amore</strong></em> (2004), vera e propria consacrazione al grande pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-19127"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il suo stile narrativo è sempre stato ricco di imponenti movimenti di macchina, cura maniacale per le coreografie, musica posta come elemento dominante, tanto da poterla considerare vera e propria protagonista alla stregua degli attori e, infine, la sublime fotografia curata dal maestro <strong>Luca Bigazzi</strong>. Nei suoi primi lavori vi era un&#8217;incursione nel cinema di genere il quale costituiva una sorta di vena nera che fungeva da raccordo per le vite dei protagonisti ma, nel corso degli anni, questa sottile linea è andata sparendo quasi del tutto, diventando il mare torbido della noia; il disincanto, il nichilismo tipico di una certa borghesia, ancora imperante nel panorama nazionale italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste persone, questi protagonisti, negli ultimi film di Sorrentino (da <em><strong>La grande bellezza</strong></em> fino a <em><strong>Youth: La giovinezza</strong></em>) sentono che in qualche modo non hanno lasciato una traccia indelebile nella storia, vedendo svanire come luce in un cunicolo un desiderio anelato sin da giovani.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.throughtheblackhole.com/youth-paolo-sorrentino/youth-la-giovinezza-1/" rel="attachment wp-att-19130"><img class=" wp-image-19130 aligncenter" title="youth la giovinezza " src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2015/06/youth-la-giovinezza-1.jpg" alt="youth la giovinezza" width="367" height="258" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non parliamo di elementi come il successo personale o la notorietà, perché se ne <em><strong>La grande bellezza</strong></em>, premio oscar (2014) come migliore film straniero, il protagonista era il famoso critico Gep Gambardella (<strong>Toni Servillo</strong>) in <em><strong>Youth: La giovinezza</strong></em> egli cede il testimone a Fred Ballinger (il premio oscar <strong>Michael Caine</strong>), acclamato direttore d&#8217;orchestra ormai fermamente convinto del suo ritiro dalle scene. Gep e Fred, due nomi in qualche modo assonanti che fanno parte della società che conta e che, in qualche modo, hanno realizzato un traguardo: il raggiungimento dell&#8217;apice della propria carriera.</p>
<p style="text-align: justify;">Fred ci porta all&#8217;interno di un costoso luogo di villeggiatura collocato nella Svizzera alpina, dove passano il periodo estivo ricchi nobili, celebrità, attori, registi, calciatori e tutta una categoria di persone appartenenti all&#8217;alta società, dediti alla cura del proprio corpo, al relax dei sensi e al torpore benigno offerto da questa sorta di spa per persone dall&#8217;alto tenore di vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il binomio che salta agli occhi fin dalle primissime inquadrature è quello di <strong>Michael Caine</strong> e <strong>Harvey Keitel</strong>. Quest&#8217;ultimo è un regista impegnato nella sua opera definitiva, &#8220;Il testamento da lasciare alla storia&#8221; come lo chiama lui. In realtà rappresentano due versioni (apparentemente) diametralmente opposte della vita: Caine è colui che ha rinunciato alle emozioni perché troppo nocive ma non può fare a meno di farci i conti ogni giorno che passa, Keitel è colui che l&#8217;emozioni le vive, le assapora, anche se è cosciente del potere distruttivo delle stesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Non volendo svelare nulla dello sviluppo della trama, non si anticipa nulla affermando come anche in questo film <strong>Paolo Sorrentino</strong> utilizza i suoi protagonisti non come attori principali di una storia, bensì come traghettatori che fanno da guida agli spettatori attraverso mondi a tratti grotteschi e meravigliosi &#8230; e la forte influenza felliniana si lascia respirare nell&#8217;aria (<em><strong>8 e 1/2</strong></em> in particolar modo). Sicuramente <em><strong>Youth</strong></em> può candidarsi a manifesto atteso dal pubblico, un lavoro di costruzione, decostituzione e ricostruzione se vogliamo auspicabile e, per questo, prevedibile. Sicuramente dividerà il pubblico followers e detrattori. Difficile la via di mezzo.</p>
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		<title>NOI 4 &#8211; Francesco Bruni</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 06:35:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio De Gaetano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commedia]]></category>
		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>

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		<description><![CDATA[Lara è una madre a dir poco ansiosa, impossibilitata a vivere una vita senza aver tutto sotto controllo, Ettore è l&#8217;ex marito, cullato nell&#8217;oblio del dolce far niente nonostante vezzi artistici mai veramente coltivati, Giacomo è il figlio piccolo della coppia, in procinto di mettersi alla prova con l&#8217;esame di terza media e pronto a dichiararsi ad una coetanea, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.throughtheblackhole.com/noi-4-francesco-bruni/noi-4/" rel="attachment wp-att-17514"><img class="size-medium wp-image-17514 aligncenter" title="NOI 4" src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2014/11/NOI-4-175x250.jpg" alt="" width="175" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lara è una madre a dir poco ansiosa, impossibilitata a vivere una vita senza aver tutto sotto controllo, Ettore è l&#8217;ex marito, cullato nell&#8217;oblio del dolce far niente nonostante vezzi artistici mai veramente coltivati, Giacomo è il figlio piccolo della coppia, in procinto di mettersi alla prova con l&#8217;esame di terza media e pronto a dichiararsi ad una coetanea, Emma è la figlia maggiore, ribelle e dal complicato rapporto con la madre.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-17494"></span>L&#8217;esame di Giacomo diviene scusa per riunire la famiglia durante una giornata frenetica, dove le sbavature caratteriali di tutti hanno modo di emergere, ricostruendo quello che è stato (il profondo amore della coppia), quello che è (gli attriti insuperabili) e abbozzando quello che sarà (riconciliazione? Reciproca tolleranza? Divario insuperabile?).</p>
<p style="text-align: justify;">Giunto alla sua seconda prova dopo il valido <em><strong>Scialla!</strong></em>, <strong>Francesco Bruni</strong> ritorna a rappresentare la famiglia italiana, dispersa tra eccessive corse (Lara) e infinite lentezze (Ettore), in un moto caotico che ben si sposa con la dinamicità di una Roma ricca di cantieri aperti (l&#8217;ampliamento della metropolitana), metafora del cantiere familiare dove i lavori sembrano non voler finire mai. Gli attori sono tutti nella parte, inclusi i comprimari con capolino di una invecchiata <strong>Milena Vukotic</strong>, concorrendo alla buona riuscita finale, grazie anche ad una fotografia solare e realistica, che rende ancor più naturale gli splendidi paesaggi romani.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.throughtheblackhole.com/noi-4-francesco-bruni/noi-4-1/" rel="attachment wp-att-17515"><img class=" wp-image-17515 aligncenter" title="NOI 4" src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2014/11/NOI-4-1.jpg" alt="" width="304" height="172" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Noi 4</strong></em> evita di (s)cadere dentro facili trappole, evitando accuratamente scene merende, dialoghi irreali o finali scontati, preferendo gettare lo sguardo su una giornata tipo di una (ex) famiglia per lasciar riflettere lo spettatore con la propria testa, interpretando e filtrando le situazioni attraverso la propria sensibilità. Bruni riesce a passare da momenti ironici a sterzate malinconiche, da attimi di attesa a corse per raggiungere il proprio obiettivo, senza dimenticare la cornice entro cui si muovono i protagonisti. Una sorpresa.</p>
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		<title>ITALY IN A DAY &#8211; Gabriele Salvatores</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2014 07:39:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio De Gaetano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Top movie]]></category>

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		<description><![CDATA[26 Ottobre 2013. Una giornata per sigillare i ricordi di oggi per gli spettatori di domani, momenti che iniziano dal lento procrastinare del sonno sotto le lenzuola, passa attraverso il pranzo (sacro) in famiglia e corona con il calar della sera. Secondi, brevi frammenti che raccontano l&#8217;Italia di oggi, congelata per un giorno, da nord [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.throughtheblackhole.com/italy-in-a-day-gabriele-salvatores/italy-in-a-day/" rel="attachment wp-att-17405"><img class="size-medium wp-image-17405 aligncenter" title="Italy in a day" src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2014/11/Italy-in-a-day-175x250.jpg" alt="" width="175" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">26 Ottobre 2013. Una giornata per sigillare i ricordi di oggi per gli spettatori di domani, momenti che iniziano dal lento procrastinare del sonno sotto le lenzuola, passa attraverso il pranzo (sacro) in famiglia e corona con il calar della sera. Secondi, brevi frammenti che raccontano l&#8217;Italia di oggi, congelata per un giorno, da nord a sud e anche fuori dai confini portata tra le braccia di chi si è allontanato (o dovuto allontanare). Istanti di nascita e di morte, di calore e di freddo. Istanti veri, istanti vissuti, istanti passati, istanti presenti, istanti futuri.</p>
<p><span id="more-17403"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Oltre duemila ore di girato recapitate in più di quarantamila video al regista <strong>Gabriele Salvatores</strong>, supportato da nomi importanti come il britannico <strong>Ridley Scott</strong>, compongono questo affresco ispirato a <em><strong>Life in a day</strong></em> (2011) di <strong>Kevin Macdonald</strong>, costituito grazie ad una campagna pubblicitaria svoltasi sul web e realizzato tramite le tecnologie digitali oggi a portata di tutti (videocamere, fotocamere, smartphone). <em><strong>Italy in a day</strong></em> raccoglie sensazioni fuori e dentro le mura di casa, all&#8217;interno e all&#8217;esterno dei confini italiani ma sempre con italiani come protagonisti, seminando speranza (la riuscita di una delicata operazione ad un bambino), gioia (la nascita di un figlio), dolore (la vicinanza alla morte), serenità (la quiete del proprio mondo sotto le coperte), rassegnazione (la perdita del proprio ruolo nella società) ed estasi (gli sport estremi).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.throughtheblackhole.com/italy-in-a-day-gabriele-salvatores/italy-in-a-day-1/" rel="attachment wp-att-17448"><img class=" wp-image-17448 aligncenter" title="Italy in a day" src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2014/11/Italy-in-a-day-1-1024x576.jpg" alt="" width="430" height="242" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il montaggio operato da <strong>Gabriele Salvatores</strong> se vogliamo è furbetto, malizioso nel suo cesellare le sequenze per smuovere l&#8217;animo di chi osserva, tuttavia non si può farne una colpa, data anche la grande cura e la dovizia con cui si è riusciti ad unire una infinità di frammenti, istanti, istantanee, momenti rubati nella propria quotidianità, realizzando un immenso disegno dove la musica di pianoforte e gli archi ci accompagnano in un viaggio attraverso uno spaccato dell&#8217;Italia. Semplice e razionale, penetrante e commovente, malinconico e divertente.</p>
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		<title>NOTTETEMPO &#8211; Francesco Prisco</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 07:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio De Gaetano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un autobus esce fuori dalla carreggiata, morte e disperazione si sollevano nell&#8217;aria in una coltre di fumo mentre una pattuglia della polizia si precipita sul posto. Un cabarettista recita stancamente le medesime battute da molti anni, cadendo nel gorgo del dimenticatoio e portandosi dietro un peso che non potrà dimenticare. Uno dei poliziotti accorsi sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.throughtheblackhole.com/nottetempo-francesco-prisco/nottetempo/" rel="attachment wp-att-16887"><img class="size-medium wp-image-16887 aligncenter" title="NOTTETEMPO" src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2014/09/NOTTETEMPO-175x250.jpg" alt="" width="175" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un autobus esce fuori dalla carreggiata, morte e disperazione si sollevano nell&#8217;aria in una coltre di fumo mentre una pattuglia della polizia si precipita sul posto. Un cabarettista recita stancamente le medesime battute da molti anni, cadendo nel gorgo del dimenticatoio e portandosi dietro un peso che non potrà dimenticare. Uno dei poliziotti accorsi sul luogo dell&#8217;incidente decide di tornare nel luogo dove ha abbandonato la propria famiglia, una superstite dell&#8217;incidente lo insegue innamorata, il cabarettista cerca vendetta nel medesimo luogo.</p>
<p><span id="more-16882"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Un rincorrersi di vite che finisce nel peggiore dei modi, in una Bolzano anonima incapace di contenerne il dolore.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.throughtheblackhole.com/nottetempo-francesco-prisco/nottetempo-1/" rel="attachment wp-att-16888"><img class=" wp-image-16888 aligncenter" title="NOTTETEMPO" src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2014/09/NOTTETEMPO-1.jpg" alt="" width="358" height="238" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Francesco Prisco</strong> ha solo ventotto anni e si trova alla regia di un lavoro che non è in grado di gestire: troppe influenze, eccessivi innesti stilistici, necessità di associare enormi responsabilità al cast, fondamentale ricerca del particolare da cui astrarre la linfa vitale. <em><strong>Nottetempo</strong></em> non possiede le caratteristiche adatte sin dal plot, decisamente monco, poco coerente e per nulla incisivo nel raccontare mutamenti di umore, genesi di dolori e sfaccettature caratteriali in pochi sguardi e limitate situazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">In alcuni frangenti sembra che vi siano dei salti di sceneggiatura tali da confondere troppo le idee dello spettatore, che rimane prima sbigottito, poi irritato da un accavallarsi di situazioni apparentemente illogiche, capaci di divenire pesanti anche nella durata di ottanta minuti circa. Le idee ci sono, la cifra stilistica è ben lungi dall&#8217;essere raggiunta ma il tempo per sagomarla c&#8217;è. Per adesso solo delusione.</p>
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		<title>IL CAPITALE UMANO &#8211; Paolo Virzì</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 07:40:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio De Gaetano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un cameriere termina il proprio turno, è notte, inforca la bicicletta e inizia ad inerpicarsi tra le strade fredde e buie della Brianza. È una serata diversa, particolarmente gelida, il calore di un whiskey, l&#8217;enfasi di una pasticca o la pura e semplice follia (da scoprire alla fine) muovono gli arti di chi sta seduto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.throughtheblackhole.com/il-capitale-umano-paolo-virzi/il-capitale-umano/" rel="attachment wp-att-15963"><img class="size-medium wp-image-15963 aligncenter" title="il capitale umano" src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2014/06/il-capitale-umano-174x250.jpg" alt="" width="174" height="250" /></a></p>
<p>Un cameriere termina il proprio turno, è notte, inforca la bicicletta e inizia ad inerpicarsi tra le strade fredde e buie della Brianza. È una serata diversa, particolarmente gelida, il calore di un whiskey, l&#8217;enfasi di una pasticca o la pura e semplice follia (da scoprire alla fine) muovono gli arti di chi sta seduto sul sedile di guida, sfrecciando quasi silenziosamente &#8230; e colpendo il ciclista.</p>
<p><span id="more-15962"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dino (<strong>Fabrizio Bentivoglio</strong>), titolare di un&#8217;agenzia immobiliare, accompagna la figlia Serena (<strong>Matilde Gioli</strong>) dal fidanzato Massimiliano (<strong>Guglielmo Pinelli</strong>), il quale vive in una sorta di immensa villa dispersa tra le lande brianzole. Mentre la accompagna sfiora la svagata madre di lui, Carla (<strong>Valeria Bruni Tedeschi</strong>), e finisce dentro una partita di tennis con il magnate della finanza, nonché proprietario di tutto il piccolo regno, Giovanni (<strong>Fabrizio Gifuni</strong>). Le loro vicende vengono narrate lungo singoli capitoli, vivendone la (differente) quotidianità e registrandone i movimenti per comprendere chi si trovava alla guida del suv la notte dell&#8217;impatto.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.throughtheblackhole.com/il-capitale-umano-paolo-virzi/il-capitale-umano-1/" rel="attachment wp-att-15967"><img class=" wp-image-15967 aligncenter" title="il capitale umano" src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2014/06/il-capitale-umano-1.jpg" alt="" width="359" height="215" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Quanto vale, in peso economico, la vita di una persona? Quanto peso può avere la mano di un burattinaio che sfiora i fili del mondo per accordarli a proprio piacimento, creando uno tsunami finanziario capace di rifocillare (quasi solo) se stesso abbattendo il resto della popolazione? <strong>Paolo Virzì</strong> si pone degli interrogativi che utilizzano come miccia l&#8217;enfasi economica, per poi iniziare a galoppare verso tematiche sociali che abbracciano il territorio lombardo solo come faro che svetta rispetto a diversi altri, sparsi per l&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Il capitale umano</strong></em> è un peso che grava, innanzitutto, sulle spalle di chi non ha forza per stare sulle proprie gambe (Carla), un appannaggio di ometti che sollevando la testa fuori dalla propria tana, sperano nel colpaccio della mossa finanziaria invece di accontentarsi di perdere al gratta e vinci (Dino), così come un vizio che si insinua sottopelle di chi il denaro lo tocca con le dita con senso feticistico (Giovanni).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.throughtheblackhole.com/il-capitale-umano-paolo-virzi/il-capitale-umano-2/" rel="attachment wp-att-15969"><img class=" wp-image-15969 aligncenter" title="il capitale umano" src="http://www.throughtheblackhole.com/wp-content/uploads/2014/06/il-capitale-umano-2.jpg" alt="" width="354" height="222" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Virzì solleva le vele e inizia a correre verso il nord, dimenticando l&#8217;ironia ed i colori del centro Italia, si immerge anche in un clima non propenso ai sorrisi, preferendo i toni aspri e gli animi non corrotti ma persi nella magniloquenza dei giochi di potere. Il cast principale de <em><strong>Il capitale umano</strong></em> non sbaglia nemmeno una scena, vantando una interpretazione stellare (specialmente di <strong>Valeria Bruni Tedeschi</strong> e <strong>Fabrizio Bentivoglio</strong>), riuscendo a donare veridicità alla vicenda.</p>
<p style="text-align: justify;">Peccato per il &#8220;deus ex machina&#8221; Luca (<strong>Giovanni Anzaldo</strong>), personaggio poco approfondito e dal ruolo quasi esclusivamente funzionale ai giochi della trama, rimbalzato da una sequenza all&#8217;altra senza mai risultare credibile, capace di abbassare il livello della seconda parte del film.</p>
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